martedì 5 maggio 2015

Il brufolo di una vita perfetta.

Il problema è il tempo.
Difficile in questi mesi trovare il tempo per scrivere.
Difficile, ma non impossibile e allora ogni tanto sbuco fuori dal mio bunker, smetto di parlare di numeri e provo a parlare di emozioni.

Ho scoperto che son passati sei anni da quando io e "ChePalle!" stiamo insieme e le sensazioni sono contrastanti, perché si sente il peso di tutti e sei ma si sente anche la leggerezza del conoscersi talmente tanto da sentirsi al sicuro. Sensazioni contrastanti perché ti fa incazzare se stenta ad abbracciarti per scherzare a farti gli auguri, ma poi ti cerca le mani davanti alla tv per farti sentire che c'è, ... nonostante tutto quello che ci distingue, che ci allontana e che poi ci riavvicina.
La sensazione che descrivo è in bilico tra il non avere mai la sicurezza che sia veramente la nostra direzione quella dello stare insieme e la certezza che è proprio questo che ci rende più unite.
Ho scoperto che la musica soul suonata dal vivo è una roba fichissima, della serie che torni a casa e vorresti imparare a suonare tromba e violoncello in una notte sola. Se fossi nata in un'altro decennio, molto probabilmente sarei stata una fan sfegatata di Mr. Stevie Wonder, avrei imparato a suonare il pianoforte durante l'adolescenza e oggi, a 32 anni, magari farei parte di una band che suona nei locali blues di Brooklyn come secondo lavoro.
Solo il pensiero mi fa venire voglia di morire e rinascere per poter ripartire da zero con la testa di oggi.
Se solo fosse possibile ... non che rinneghi la vita che faccio ma ogni tanto mi piacerebbe arrivare a sera, rimboccarmi le coperte distrutta dopo una delle tante giornate di una vita che mi fa sentire piena e realizzata.
Sì, lo so. Essendo una donna, nonostante una vita perfetta troverei comunque qualsiasi altra cosa per cui lamentarmi: tipo un brufolo che mi è sbucato proprio in mezzo alle sopracciglia.
Perché la verità è che noi quel brufolo lo vogliamo. 
Non ci basta la vita perfetta. La vita perfetta senza brufolo ci annoia terribilmente.




martedì 14 aprile 2015

Persino il dolore più atroce si addomestica.

Sono tornata da Liverpool con la smania di imparare gli accordi di alcune canzoni dei Beatles e provare a suonarle alla tastiera.
Lì, a Liverpool intendo, mi sono comprata un loro cd nel Fab4Store ufficiale perché lo volevo e lo volevo prendere lì. Non volevo tornare a casa senza di loro.
Mi sono emozionata come una bambina entrando al The Cavern, luogo intimissimo dagli spazi limitati in cui i Beatles si esibivano ai loro esordi, quando ancora nessuno li conosceva se non la loro città madre.
Sono tornata depressa, solito umore dai vari miei rientri post-Inghilterra in cui mi chiedo con fare critico nei confronti di me stessa: "Perché cavolo non sto vivendo là?".
Poi quando torno e mi sento dire: "Riusciamo a stare un po' insieme solo il sabato, Zia.", mi rendo conto del perché non sto vivendo là.
Ieri sono andata ad ascoltare Carmen Consoli dal vivo, dopo quasi otto anni che non andavo. 
Dopo otto anni posso dire che il suo è uno dei concerti che, a livello di cardio-palpitazioni, mi emoziona di più. Ascoltandola live ritrovo i miei più segreti sentimenti, le mie più fragili e introspettive sensazioni che spesso è difficile tirar fuori. Pochi lo sanno fare, a volte non lo so fare nemmeno io.
Carmen ci riesce sempre.

E' pazzesco quanto io ami la musica e quanto la musica ami me.
E' una sintonia imperfettamente perfetta.


"Guarda l'alba che ci insegna a sorridere.
Quasi sembra che ci inviti a rinascere.
Tutto inizia,
invecchia,
cambia forma.
L'amore tutto si trasforma.
Persino il dolore più atroce si addomestica."

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lunedì 2 marzo 2015

A Crazy little thing called LIFE.

Periodo molto incasinato per me.
Ma per fortuna non solo in termini lavorativi.
Il progetto su cui stiamo lavorando in ufficio è complicato ma fattibile e quindi tutte le mie energie fisiche e mentale sono tutte concentrate lì. Sperando che ne venga fuori qualcosa di buono (anche in termini economici).
Nel frattempo però mi sono riempita la vita anche al di fuori delle quattro mura dell'ufficio.
Mi sono data alla cucina. Una mattina mi sono alzata e ho detto: faccio gli gnocchi! E così è stato.
Se tenete conto che cinque anni fa, quando sono andata a vivere da sola, non sapevo manco farmi un po' di sugo, e adesso mi metto ad impastare con le mani tutte bianche di farina è un grande passo. Ma la cosa che ho scoperto è che mi piace da morire. Mi diverte provare cose nuove. Non ho nè il fiuto, nè l'istinto e nè la fantasia dei grandi chef, io mi limito a scopiazzare quello che fanno gli altri e che leggo nelle ricette e mi va bene così.
Ah, gli gnocchi erano buonissimi. E se volete farmi una virtuale pacca sulla spalla io sono felice! :-)
Oltre ad essere in attesa dei concerti della Carmen e di Irene Grandi, sono appena stata a vedere JAx. Non sono una a cui importa il genere musicale o il personaggio quando si tratta di musica dal vivo. Sentire gli strumenti live è la cosa che più mi piace e devo dire che la band di JAx non era niente male. E lui è molto simpatico.
Un'altra cosa fighissima che farò e l'andare a vedere il "Rocky Horror Picture Show". In inglese. 
Scodinzolo al sol pensiero. E' da una vita che voglio andarlo a vedere e finalmente potrò scatenarmi sotto le note di "Time Warp" agitando mani e gambe in modo assurdo e a tempo di musica! :-D
Liverpool è alle portissime e io non ho ancora guardato per bene come, dove e cosa visitare. In questi giorni mi sto ascoltando anche un po' di Beatles per entrare nel mood giusto.
Di recente ho scoperto che esistono questi "Free Walking Tour" in tutte le più grandi città del mondo che sono organizzate da gente del posto, che vive lì, e che si offrono di portarti a fare un giro a piedi in giro per la città. Sono giri a volte turistici ma a volte no, ti portano in posti poco conosciuti ma meravigliosi e di questi Tour me ne hanno parlato benissimo. Non si pagano, ma puoi dare loro un'offerta una volta concluso il giro.
Insomma, devo capire se esistono anche a Liverpool. Mi spiace di averlo saputo solo ora, perché un Free Walking Tour a Dublino sarebbe stato davvero stupendo da fare considerando che la città non è grandissima ed è una città che invita tantissimo a girarla a piedi.

Vi bacio e vi abbraccio, sperando di riuscire a tornare in maniera più costante il prima possibile.

Smuack!


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lunedì 16 febbraio 2015

Week recap!

"ChePalle!" è caduta a lavoro e ora ha il tutore al braccio destro da una decina di giorni.
Conclusione: la scarrozzo ovunque e si esce ovviamente poco perché è chiaramente dolorante.

Fortuna che si è fatta male durante la settimana di Sanremo, quindi non è che mi sia pesato più di tanto il fatto di rimanere a casa senza mettere il muso fuori. Cinque giornate di Sanremo che si sono concluse, come ogni anno a parte l'anno scorso, con la non vittoria di chi piaceva a me.
Conclusione: ho voglia di mettere il becco fuori di casa per disintossicarmi dalla televisione a cui non sono per niente abituata.

Col fatto che c'era Sanremo ovviamente ho abbandonato le mie serie tv e se prima dell'inizio della Kermesse il mio sito gestionale mi diceva che avevo 198 episodi da guardare, oggi mi dice che ne ho 250!!! Proprio ieri "ChePalle!" ed io ascoltavamo un programma che diceva che guardare serie tv sta diventando una dipendenza che genera un disturbo patologico. "ChePalle!" mi guarda e dice: "Io te lo dico sempre che non sei normale!".
Conclusione: cominciare a pensare di eliminare qualche serie tv dalla playlist altrimenti divento pazza.

La mia società ha firmato un contratto con Radio Italia per dieci concerti di Radio Italia Live che è proprio di fronte la mia società.
Mi sono fatta mettere in lista in un paio di quei concerti. Bisogna approfittare di queste cose no?
Conclusione: vado a vedermi Irene Grandi dal vivo e sono molto happy.

Sabato ho comprato il biglietto per Carmen Consoli. Mi sa che alla fine non sarò sola perché so che lì troverò gente che conosco a cui molto probabilmente mi aggregherò. 
Conclusione: da una parte sono contenta ma dall'altra mi piaceva l'idea di andarci da sola. Ci sarà sicuramente un'altra occasione.



venerdì 6 febbraio 2015

No one told you life was gonna be this way!

Manca meno di due mesi al mio viaggio a Liverpool e proprio ieri ho scoperto una cosa che mi fa scodinzolare come solo i veri "CULT Serialminders" potrebbero.
Ho scoperto che a Liverpool c'è un locale che si chiama Central Perk.
Sì, è il nome del locale in cui i nostri Friends Newyorkesi degli anni '90 si ritrovavano a dire stronzate seduti sul divano a bere una quantità preoccupante di caffè.
E sì, il locale è identico ... ripeto ... IDENTICO a quello reale. Dalla foto qui sotto si può notare quanto sia incredibile la somiglianza:



E se ancora avete dei dubbi in merito qui di seguito la foto degli studi Hollywoodiani in cui è stata girata la serie ambientata nel locale:



Cioè, nessuno mi impedirà di sedermi su quel divano. NESSUNO!!!
Volevo solo condividere la mia felicità con voi.


Buon Weekend, cari miei bloggers F•R•I•E•N•D•S. :-)


mercoledì 4 febbraio 2015

A lonely Togetherness!

Mi sono talmente abituata a fare le cose da sola, che adesso ci sto davvero prendendo gusto.
Non so quanto sia positiva o meno come cosa, ma per il momento mi prendo solo il buono.

- Sabato scorso sono andata a fare la prova di FitBox da sola. Mi sono sentita molto fiera di me, perché solo qualche anno fa ci avrei rinunciato solo per il fatto che con me non veniva nessuno. E invece, nel 2015, ho tirato dritto e sono andata comunque a fare qualcosa che mi andava di fare.
- Ho sempre odiato fare la spesa, soprattutto da sola. Perché è scomodo, e mi girano le palle quando non riesco a portare tutti i sacchetti in una sola volta.
Non è che adesso non sia più scomodo o che io mi diverta, ma ora mi sono costruita il mio piano tattico grazie al quale non sento più il peso della solitudine al supermercato. Mi trovo così bene con il mio piano che quando ogni tanto viene anche "ChePalle!" mi incasino e mi sembra di perdere di vista l'obiettivo.
- Quando "ChePalle!" non viene da me a dormire, spesso e volentieri andavo da mia madre a mangiare oppure prendevo un pezzo di pizza da qualche parte e me la ficcavo in bocca velocemente. Invece ora preferisco starmene comunque a casa mia, prepararmi da mangiare e godermi la mia cena con davanti un bel bicchiere di vino o una Tennent's bella fresca. Mi piace prendermi il mio spazio sul divano e prepararmi la postazione per una serata fatta di TV spenta e libro aperto o di serie tv.
- Ora in ballo per aprile c'è il concerto di Carmen Consoli e non so se riuscirò a trovare qualcuno con cui andare, ma se non dovessi riuscirci ho deciso che ci vado comunque. Anche da sola. Perché io voglio andarla a vedere e non vedo perché dovrei privarmene solo perché non ho un accompagnatore.
Sono molto fiera di me quando lo dico, non oso immaginare quando lo farò davvero! :-D

Poi c'è la mia vita in coppia, che ha i suoi alti e i suoi bassi come sempre e come tutte le coppie, ma per cui combatterò sempre e a cui voglio credere che non rinuncerò mai.
Domenica abbiamo invitato a cena Asia&Family ed è bellissimo vedere quanto LaNana sia pazza di "ChePalle!". La adora in un modo così naturale che ancora oggi, dopo 6 anni, mi commuove.
Vederle entrambe davanti alla tastiera nel tentativo di suonare insieme mi ha fatto sperare che niente di tutto quello che ho cambierà mai.

Perché io amo la mia vita, così com'è.
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lunedì 26 gennaio 2015

I'm a motherfxxxer 90s bitch!

Gli anni '90!!! Io sono pazza degli anni '90, e se penso a come ero io negli anni '90, anche durante gli anni '90 ero pazza degli anni '90.
Piena adolescenza in cui le mie orecchie hanno cominciato a capire che quel bellissimo suono che sentivano intorno erano accordi musicali. M-U-S-I-C-A. Mi sono avvicinata alla musica un passetto alla volta, piano piano, affamata di tutto ciò che quegli anni mi regalavano.
Se ora mi ritengo una ragazza senza genere musicale, negli anni '90 ero anche peggio.
Passavo da Dave GrohlMariah Carey come se parlassero la stessa lingua. Senza sapere ancora che Dave era il batterista dei Nirvana e che Mariah Carey sarebbe diventata la nuova Whitney bianca.

Parlo degli anni '90 perché l'altro giorno in radio si parlava delle Boy/girlband di quegli anni nei quali 5 ragazzini di diverso stile e colore, messi insieme, riuscivano a raggiungere dei record nelle classifiche di vendita che oggi nemmeno Katy Perry riuscirebbe ad immaginare.
Così ho deciso di stilare una Top 10 delle canzoni degli anni '90 che hanno inciso particolarmente nella mia vita. La classifica fa capire perfettamente il fatto che io fossi ferma ad un bivio musicale di genere e che non avevo nessunissima intenzione di scegliere.
Come ora, d'altronde.

10. OASIS - Wonderwall. A me non fregava un cacchio che Robbie Williams e gli Oasis si odiavano. Io amavo entrambi e questa canzone è una delle tante che mi ha permesso di avvicinarmi all'inglese perché io DOVEVO sapere cosa dicevano e dovevo cantarlo insieme a loro.

9. NIRVANA - Smells like Teen Spirit. Dio, Quell'Intro .... ogni volta che lo sento mi mette i brividi. Dalla prima volta che ho sentito questa canzone ho cominciato a vedere la batteria come lo strumento più figo del mondo. Peccato che sia difficilissimo suonarlo. E sicuro come l'oro che come lo suona Dave è davvero una bomba!!! Solo che ancora non sapevo che lui era Dave. :-)

8. ALANIS MORISSETTES - Ironic. In mezzo a tante fighe minorenni che muovevano culi e tette a tempo di musica c'era lei. E c'era lei con "Jagged little Pill" che è un uno degli album più meravigliosi di sempre. E io, dodicenne, l'ascoltavo curiosa. Pensavo a come avrei voluto cantare in quel modo. Alanis mi trasmetteva libertà. Mi faceva sentire libera. E mi sentivo bene con lei nelle mie orecchie.

7. MICHAEL JACKSON - Black or White. Asia ha ora 7 anni e non fa altro che parlare di lui. Non so come fa a conoscerlo e dove lo ha sentito ma tutto ciò mi rende molto orgogliosa. Michael non è mai entrato totalmente nella mia vita, ma ha fatto solo da contorno. Entrava in punta di piedi, ma quando entrava mi scatenava lo stomaco. Questa canzone è quella che ricordo di più di quei tempi, Ero davvero piccolissima, però come mi faceva muovere il culo quando la sentivo!!!

8. FOO FIGHTERS - Learn to fly. Li ho "conosciuti" con questa canzone. Prima non me li filavo proprio, poi non sono più riuscita a farne a meno. Li adoravo. Li adoro. Li adorerò sempre.

6. DESTINY'S CHILD- Say my name. L'R&B di allora era pazzesco. E loro erano una bomba. Erano una Girlband, sì, ma quello che facevano loro era venti scalini sopra a tutto quello che si era sentito dalle altre. Delle voci pazzesche calibrate perfettamente. E quei suoni lì, mi facevano andare su di giri. Forse l'R&B è il genere a cui mi sono più avvicinata in quegli anni. 

5. LAURYN HILL - Doo Wop (That Thing). Che voce ragazzi! Mi sono accostata al rap afroamericano con lei. Peccato che lei sapesse fare cose oltre al rap che .....'sti cazzi!!!

4. MARIAH CAREY - Hero. Ho scelto questo brano perché "Hero" è la mia canzone. E' quella che ascolto quando sto male, quando ho bisogno di pace. Ma Mariah mi ha accompagnata nella mia lunga corsa verso l'essere adulta. Il suo Greatest Hits l'ho consumato a furia di ascoltarlo.

3. MADONNA - Vogue. Oh, io l'ho sempre odiata. Mi stava e mi sta tutt'ora sul cazzo, ma oh ... Vogue mi ha fatto cantare e ballare tantissimo. Il video era pazzesco e io lo guardavo come si guarda un Supereroe mentre combatte contro i cattivi ... a bocca aperta.

2. R.E.M. - Losing my religion. Questo pezzo non ha bisogno di parole. E' una canzone che ti lascia sazio dopo averla ascoltata.

1. GEORGE MICHAEL & ELTON JOHN - Don't let the sun go down on me.
La canzone era datata ma questa versione in duetto degli anni '90 mi ha tolto il fiato. Loro due hanno sempre detto cose che avrei sempre voluto dire io e non ci sono mai riuscita.

E che mi dite di voi?
Quale canzone degli anni '90 vi descrive?
:-)

giovedì 15 gennaio 2015

Trip(Fake)Advisor

Ecco,
stamattina ho scoperto che su TripAdvisor, da qualche tempo, si possono lasciare commenti anche in merito ai monumenti. In termini brevi e concisi è come dare oro in pasto ai pesci.
Insomma, mio parere personalissimo e discutibilissimo, la maggior parte della gente che commenta su TripAdvisor la trovo piuttosto macabra, volontariamente cattiva e volutamente denigratoria. Sono le classiche persone che in internet gettano merda sulla pizzeria del paese ... dove vanno a mangiare tutti i fine settimana.
Detto questo, mi sono molto divertita quando ho trovato questo sito in cui venivano raggruppati alcuni commenti lasciati dagli stranieri in visita in Italia che ci danno dentro a sparar minchiate sui nostri beni monumentali (Sì, proprio quelli che i nostri psicopatici politici volevamo vendere e che tutti avrebbero volentieri comprato!).
Direi che ho detto tutto. Rimane solo farvi ridere. E per farlo, basta entrare nel circo dei commenti assurdi poco più giù.
Have fun! :-)


- Cappella Sistina
"It's not a chapel. It's just one big room with painting covers the walls and ceiling."
FlipViet, San Francisco.
cappella-sistina-tripadvisor

- Duomo di Milano

"Es lúgubre, mucha gente, poca luz.".
Gabrielae, Santa Fe.
duomo-tripadvisor


- Torre di Pisa 
"If you find this exciting and worth a trip then go see the poorly built Leaning Tower of Pisa."
John O, Brockport.

torre-pisa-tripadvisor


- Colosseo
"Expensive and not value for money to seeing a bunch of stones."
Benny-UK8, London.


colosseo-tripadvisor



- Ponte Vecchio

"
My happiest moment of that event was when I found a gelato shop on the other side just off the bridge!"
Caralyn Z, Michigan

pontevecchio-tripadvisor



- Reggia di Caserta

"
Historic not very interesting. Gardens are large, nice to walk in but nothing better than walking in any forrest."
Bertvandee, Zoetermeer.

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- Cenacolo Vinciano
"
Hugely overrated as a World Heritage Site. Would the world miss The Last Supper if it were gone? Hardly."
Mkabell, Copenaghen.
cenacolo-tripadvisor

lunedì 12 gennaio 2015

That kind of American Girl

Ho un nuovo proposito per quest'anno che in realtà non è nato come tale, ma semplicemente ho deciso di provare a fare il salto di qualità proprio in questi primi giorni di gennaio 2015 e di conseguenza ho deciso di chiamarlo nuovo proposito.
Dopo aver passato le mie vacanze natalizie a leggere nulla del nulla causa dipendenza ossessiva compulsiva da "The Nick" e "Transparent" (entrambe audaci, coraggiose e positivamente credibili), mi sono sentita un pochino in colpa nei confronti di Lena Dunham a cui avevo mentalmente e spiritualmente promesso di leggere il suo primo libro in quei giorni.
Così sabato mattina, come ogni sabato mattina degli ultimi 5 anni, vado a prendere la Nana e la porto al corso di inglese che ogni anno le regalo e, mentre lei si diverte giocando in inglese con la sua zia "ChePalle!", io vado a farmi un giro in centro a Monza.
Non è che lo avessi programmato o deciso precedentemente, ma appena mi son trovata davanti alla Feltrinelli ho deciso di entrare e, automaticamente, mi sono diretta verso i libri in lingua originale.
Ora, alcuni di voi non mi conoscono da molto tempo ma io sono famosa per essere quella a cui non vai mai bene subito. Nel senso, la conoscete la frase classica dei registi: "Buona la prima!"? Ecco, a me la prima non è buona proprio mai mai mai.
Il libro che cercavo ovviamente non c'era così mi accingo a prenotarlo.
"Not that kind of girl" di Lena Dunham sarà tra le mie mani tra una decina di giorni e il mio intento sarà quello di provare a cominciare a leggere qualche libro in inglese.
Nonostante mi ritenga una abbastanza sul pezzo nei confronti dell'inglese non è certo facile leggere in lingua, perché si apre un mondo pieno di modi di dire e phrasal verbs dei quali, volente o nolente, tu sei totalmente all'oscuro.
Però ci voglio provare e voglio cominciare con qualcosa, o meglio, qualcuno di cui vado pazza: Lena Dunham.
Quindi, miei cari amici blogger, fatemi un in bocca al lupo. Ho già preparato il mio dizionario sopra il tavolino vicino al divano, la matita già temperata dietro l'orecchio e pane, burro e coraggio per i momenti di possibile (e inevitabile)scoraggiamento.

Let's go then!!! :-D



mercoledì 7 gennaio 2015

Resoconto finale

Ho provato a sintetizzare l'anno che è passato. 
E io non sono capace di sintetizzare, quindi solo per questo meriterei un applauso.

Miglior Momento:
Quando, dopo averla aiutata a risolvere una brutta situazione, Asia mi dice: “Ti voglio tanto bene, Zizzi.”

Miglior Canzone:
Jubel – Klingande

Miglior testo Canzone:
“Thinking out loud” – Ed Sheeran

Miglior libro:
22/11/’63 di Stephen King

Miglior film visto:
“American Hustle”

Miglior serie tv:
“True Detective”

Migliore serie tv scoperta:
“The Big bang Theory”

Migliore nuova serie tv:
“The Affair”

Migliore acquisto:
Viaggio a Dublino

Miglior pensiero mai espresso:
“Io mi voglio troppo bene, più che a te.”

Miglior frase:
“You are perfect to me, which means that you’re totally fucked up!”

Happy New Year, Guys!
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mercoledì 24 dicembre 2014

Merry Fucking (and Busy) Christmas!

La cosa più figa dell'andare a lavorare il 24 dicembre è che puoi metterti la felpa e le scarpe da tennis senza sentirti fuori posto. Il deserto dei tartari non ti giudicherà mai.
Poi un'altra cosa figa è che puoi finalmente prendere la tangenziale senza che ti vengano gli sfoghi sulla pelle per ogni bestemmione che lanci contro il traffico. Tu e la strada siete libere e felici come una farfalla.

Peccato che poi sei piena di lavoro fino alle orecchie e sulla tua scrivania sembra tutti i giorni dell'anno tranne che Natale.
That's why io e il blog siamo un po' lontani ultimamente.

Però il nuovo anno sembra promettere bene:
(almeno si spera!) 

- il mio capo promette crescita professionale (parole che diventeranno fatti? Who knows?)

- ho già prenotato per Liverpool a Pasqua e questa cosa mi fa letteralmente scodinzolare dalla felicità!!!


Questo è quanto, miei cari bloggers.
E sperando che il Natale passi più in fretta possibile, vi auguro MERRY FUCKING CHRISTMAS!

L'unica versione di Jingle Bells che adorerò nella vita!

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martedì 9 dicembre 2014

Un Guerriero da salvare.

Un weekend lungo strano.
Sono una persona estremamente facile, molto facile da gestire. Chiedo poco, pochissimo e do tanto, tantissimo. Tiro fuori quello che non mi va solo quando non ce la faccio più a sopportarlo però, quando questo succede, lo sputo fuori così male tanto da sembrare una minaccia alle orecchie di chi mi ascolta. In realtà. sotto quel manto gelido, c'è solo una grande delusione e tanta paura che mi riesce difficile ingoiare. 
Non posso dire di essere un tipo generoso, direi piuttosto di essere un tipo che si aspetta qualcosa in cambio a reazione ritardata. Per un po' mi va bene dare, ma arriva prima o poi il tempo in cui mi aspetto qualcosa. E quando arriva, in quei momenti, do sempre il peggio di me: sopporto poco, mi pesa tutto e non do pace.

Un weekend lungo strano. 
Dove ho parlato, sono stata ascoltata, ma nonostante questo ho il corpo teso e la mente fin troppo pensante.

Detto questo, immaginate la mia voglia di andare a lavorare stamane .... era pari alla voglia di andare a sciare dopo aver mangiato la bourguignonne e bevuto una bottiglia di vino rosso da 16°.
Ma poi, per puro caso e per un incastro strano degli eventi (Dio, se esisti, ti ringrazio!), sulla strada per il lavoro ho incontrato mio padre e la Nana che andavano a piedi verso la scuola.
La felicità e il sorriso a pochi denti che quella puledrina mi ha regalato ha influenzato il mio a trentasei denti che tuttora mi fa compagnia e che mi scalda in questa giornata dove il sole che splende lo posso vedere solo da dietro la vetrata del mio ufficio.
Nel resto del tragitto Radio Deejay ha trasmesso "Guerriero" di Marco Mengoni. Le parole di quel testo erano perfette per quel momento, dopo quel sorriso. Erano le mie emozioni del momento trasformate in parole nere su foglio bianco. Era la mia verità di oggi.
Che poi io faccio tanto quella che alza la spada al cielo e grida: "Sono la Zia Guerriero!", ma la verità è che è sempre stata Lei a salvare me.

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giovedì 4 dicembre 2014

Bazinga!

Dopo una nottata intera a vedere The Big bang Theory season 4 mi sono svegliata stamattina tipo così:



E nonostante ormai tutti sappiano che io sono drogata di serie tv, c'è qualcuno che ancora oggi mi chiede se sono pazza a passare la notte sveglia. La mia risposta solitamente è sempre questa:



E allora qualcuno prova a convincermi dicendo che fuori di casa c'è un mondo bellissimo e mi chiede perché rimango a casa a guardare serie tv invece di uscire.






E allora buttano lì un: "Dai, molla 'ste serie tv e vieni con noi a festeggiare il Capodanno in quella discoteca fighissima, dove c'è un sacco di gente, la musica tunz tunz a manetta fino alle sei del mattino e un buffet fatto con gli avanzi a soli 80€".
Beh, come non rispondere ......



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lunedì 1 dicembre 2014

Thank You

Sono ancora scioccata da:

  • i metodi violenti con cui si penetra il tacchino per condirlo
  • la spaventosa grandezza del tacchino stesso
  • il metodo "easy buffet" (il termine l'ho creato io) per servirlo. Come si può mangiare kili e kili di carne semplicemente mettendo in mezzo al tavolo carne, piatti e posate e servirti da solo? Damn American style!
Però, però, però .... ho festeggiato il mio primo vero Thanksgiving!!!!
Volevo quasi travestirmi da pellegrina ma poi mi son ricordata che gli americani, se t'incostumi in giorni che non sono Halloween, ti guardano con aria di sufficienza abbastanza inquietante e ho preferito evitare.
La prelibatezza del brodino per condire il tacchino me lo sogno ancora la notte e mi sveglio con la bava sulla bocca manco fossi un lupo affamato davanti a un capriolo gigante.
Ho scoperto che se si festeggia il Thanksgiving con gli amici e non con i parenti,la carrellata dei ringraziamenti che solitamente vediamo nei film non si può fare perché si tratta di una tradizione prettamente familiare. Scoperto ciò, ho accantonato la mia voglia smisurata di ringraziare mezzo mondo per la mia prima volta al mio primo Thanksgiving.
Ma sono tornata a casa scodinzolante, felice di aver annusato un'altra cultura e di aver conosciuto un sacco di persone davvero deliziose, ... come quel buon sughino del tacchino ., mmmm ... booono.
Argh!



giovedì 27 novembre 2014

What about life?


  • Ho detto a mia madre che se proprio mi vuole regalare qualcosa a Natale (io odio il Natale e i regali tra adulti per l'occasione, ndr) mi servirebbe un giubbotto pesante per l'inverno. La sera stessa vedo un giubbotto pesante da Zara bellissimo. L'ho provato davanti a mia madre e mi calzava a pennello. Quando me lo sfilo guardo il prezzo e vedo comparire davanti agli occhi 129€. Ho detto a mia madre che costa troppo e che se prova a comprarmelo mi arrabbio. Conclusione? Mia madre mi ha comprato quel giubbotto come regalo di Natale. Ve l'ho detto, vero, che mia madre è terrona??? Ecco.
  • Tra pochissimi giorni è il compleanno di "ChePalle!" e io sono ancora in altissimo mare, con una barca a remi, dove l'acqua non è blu ma nera e dove la terraferma più vicina è abitata da scimmie modificate affamate (vedo troppi telefilm). Sabato mattina mi porto in giro mia sorella e devo assolutamente trovare qualcosa!
  • Sto provando a fare una piccola spesa ogni sabato per evitare di buttare cibo, ma nonostante questo le uova che ho in frigo sono già di 2 settimane fa e non ne ho ancora consumata una. Perché nel mio frigo il tempo sembra passare velocemente e invece le vacanze natalizie sembrano ogni giorno più lontane??? Damn.
  • Il mio cellulare ha deciso che non vuole più attivare la WiFi. L'altro giorno ho passato una mattina intera a: _ spegnere e accendere, _spegnere, togliere la batteria, rimettere la batteria, riaccendere, _ mettere e togliere flag in tutte le impostazioni di WiFi per vederesecambiaqualcosa, _dire qualche parolaccia in qualche lingua sconosciuta. Dato che il contratto con la 3 mi scade a febbraio, il cellulare deve durare fino a febbraio. CHIARO???
  • C'è tantissimo lavoro in ufficio, ma devo dire che ho anche tantissime soddisfazioni. Piace come lavoro e me lo dicono spesso. Sono molto contenta, ma .... why don't we speak about money, honey???


THAT'S ALL FOLKS! ;-)

giovedì 20 novembre 2014

Pain

"Io ero giovane, furibonda, vorace. Gli effetti del dolore sull'amore sono devastanti: diventi una persona che pensa solo a se stessa, ti senti in credito col mondo, non sai amare. La gente crede che il dolore faccia maturare, io invece penso che chi soffre troppo da giovane non cresca mai.".
D. Bignardi


Si potrebbero dire milioni di cose in merito a questa frase, a favore o contro, ma la verità è che il dolore condiziona talmente tanto le nostre vite da cambiarci completamente nel corso della nostra esistenza. E questo è vero ed è un dato di fatto per ognuno di noi. Nel bene e nel male. Verso il baratro o verso la resurrezione. In un mondo a colori o in bianco e nero.
E la gente intorno a te è lo specchio sul quale la tua immagine si riflette e attraverso la quale capirai la verità. Capirai se, dopo tutto ciò che hai passato, provato e assorbito, il riflesso della gente che ti guarda è quello di un'eterna bambina che è caduta in un pozzo o di una donna che porta al parco suo figlio.

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lunedì 17 novembre 2014

"That all started with the Big Bang!"


Da Serial(issima)Minder quale sono, mi era praticamente impossibile gestire tutti gli appuntamenti con le miliardi di Serie TV che seguo e vorrei seguire tanto che mi ero fatta un file excel in cui avevo creato la mia lista personale con le date dei Pilot in modo da non perderne uno.
Ma anche così, la vita da Serialminder non era facile perché il file excel non ti risolve il problema "A che episodio sono arrivata?", o meglio, magari lo farebbe utilizzando le mille formule che possiede, ma io non avevo né tempo, né sbatti di farlo e quindi, facendo affidamento solo alla mia memoria, ero letteralmente disperata.
Ma adesso ho scoperto che esiste un sito (GRATUITO!) che mi evita tutto lo sbattimento e mi fornisce la pappa pronta. Basta inserire tutte le serie tv che stai seguendo, flaggare le puntate che hai visto di ognuna e il sito fa la meravigliosa magia di riassumerti la tua Serial Situation. La mia vita è cambiata per sempre ed è la seguente:

Ho 316 episodi da guardare, da 15 serie diverse.

Non vi nascondo che mi è venuto un colpo quando ho letto la frase, ma nello stesso tempo ho detto: Che figataaaaaaaaaaa!!!!
Indagando un po' nel sito ho scoperto che, da utente iscritto quale io sono, ti fa anche una statistica generale del tuo Status da SerialMinder ed è risultato che: 

  • In tutta la mia vita ho visto 43 serie tv (pensavo di più ma di sicuro mi sarà sfuggito qualcosa). No, dico: 43!
  • Quelle 43 serie tv sono pari a 2566 episodi. No, dico: 2566!
  • Cazzo, ho passato 2 mesi, 1 settimana, 3 giorni e 9 ore della mia vita a guardarle! E se penso che non ho ancora finito e non finirò mai un po' mi fa sentire una nerd sfigata e asociale.
  • L'ultima serie che ho aggiunto è "Homeland", che non ho ancora visto, e per cui ho deciso di fare un bel respiro e spararmi il recuperone non appena finirò quello di "The Big Bang Theory" (che, tra l'altro, mi sta facendo piegare dal ridere!).Intanto però mi metto un Post-It in testa pregando la mia mente malata di smetterla di voler fare recuperoni altrimenti non ne esco più viva!!!
In conclusione, è uno sporco lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo no?
Se i SerialMinder come me non hanno ancora visto "The Affair" vi devo dire solo una cosa: siete dei FAKE!!!

Ah, il sito si chiama tvshowmanager, ovviamente.

;-)
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giovedì 13 novembre 2014

God Save The (MY) Fridge

Io odio buttare via le cose. Specialmente la roba da mangiare.
Sono nata con un padre che faceva tre lavori per mantenere la famiglia e di ogni cosa che veniva comprata bisognava goderne al massimo. Di conseguenza anche tutto ciò che era ginnastica per le nostre mandibole non bisognava sprecarla.
Cresciuta con questa educazione e forte del fatto che ormai fossi l’unica componente del mio nucleo familiare, dopo 4 anni di convivenza esclusiva con me stessa (e con “ChePalle!” che va e viene senza regolarità), ovviamente io sono diventata una campionessa a far scadere praticamente tutto. 
E questa cosa mi fa andare in bestia!
Avendo poco tempo per gestire tutta la spesa poco alla volta in settimana, tendo ad andare al supermercato una volta al mese insieme alla mia lunghissima lista della spesa, i miei sacchetti per la spesa e la mia mise per fare la spesa e, una volta a casa, ripongo con scarso ma tentatissimo ordine il supermercato, ehm volevo dire la spesa, negli appositi spazi della mia mini cucina.
Ed è qui che si presenta il problema. Almeno il 30% della spesa RIMANE negli appositi spazi ben oltre la scadenza a causa di impegni come:
- Mamma rompicoglioni che mi stressa che devo andare a mangiare a casa sua almeno un giorno in settimana e il sabato. Voi direte: “Ma scusa, dille che non vai più così spesso e stop.” La mia risposta è semplice, chiara ed assolutamente indiscutibile: Mia Madre è La Classica Terrona (senza offesa ovviamente, è mia madre!!) e NON ESISTE UN NO se non in casi di emergenza\impegni a maggior ragione se si tratta di andar lì a mangiare. Chi ha madri come la mia so che mi capisce perfettamente e mi è vicino virtualmente e mentre mi legge muove la testa in segno di diniego sussurrando: “Non c’è scampo a queste madri!”.
- Nuoto due volte alla settimana proprio durante l’ora di cena e quindi quando torno a casa o muoio sbavando sul divano senza mangiare o schifezzo sul divano guardando X-Factor. Ogni tanto capita che “ChePalle!” viene per cena in quei giorni e allora in parte il frigo è salvo perché cucina!!
- Aperitivi, cene e\o inviti a casa d’altri. Imprevisti che arrivano tendenzialmente quando, proprio la stessa mattina, ti eri ricordata di tirare fuori la carne dal freezer per la sera. Dio, se quei pezzi di carne potessero parlare …..

Insomma , per farvi un esempio, questo mese sono riuscita a buttar via:

2 uova
1 melanzana (e dire che ne avevo presa solo una proprio perché non volevo rischiare di buttarne via, appunto!)
1 pezzo di burro
1 mozzarella
Qualche patata
1 confezione di insalata
Mezza confezione di gorgonzola


Detto questo, se mio padre venisse a sapere tutto ciò, sarei una donna morta!!!
Che posso fare per ottimizzare il tempo e salvare il mio frigo da una fine crudele?
Help!


martedì 11 novembre 2014

Love Dinner

Eh insomma, c'è una ragazza che viene in piscina con me che è in gamba. Single, ma in gambissima. Non demorde mai, organizza viaggi. E' la classica tipa "iolecoselefaccioanchedasola" (si è appena prenotata un weekend da sola a Valencia), ma è anche una tipa da "unragazzomipiacerebbetanto" (infatti prova ad uscire con un sacco di gente ma non è fortunata).
Fatto sta che qualche mese fa avevo organizzato una serata in cui l'ho portata fuori a bere insieme ai miei amiconi, ma diciamo che non è partita nessuna particolare scintilla da parte di nessuno.
Poi, un paio di settimane fa, parlando con lei, viene fuori il nome del mio amico Andrea in un modo che mi fa capire che lei lo crede il mio fidanzato (a breve le spiegherò tutto, datemi tempo!).
Io devo aver fatto una faccia tipo "areyoufuckingkiddingme?".
"Ma guarda che Andre non è il mio ragazzo?" specifico io.
"Davvero? Io credevo fosse il tuo ragazzo!" dice lei.
"Veramente è il mio migliore amico!!" e rido.
"Cavolo, io pensavo che fosse il tuo Lui. Tra l'altro è veramente carino!!" sottolinea lei.

Tempo zero, apparecchio un'altra serata con lei e i miei amiconi per lasciare che l'amore faccia il proprio corso. Accenno qualcosa ad Andre dicendogli che ha fatto colpo e lui, impassibile come il solito uomo che non deve cedere mai, mi dice che non se la ricorda e che blablabla ho perso interesse.
Andrea, per me, è il ragazzo perfetto ma io lo amo incondizionatamente quindi non conta il mio giudizio perché tendo sempre a pensare che lo debbano venerare tutti, o quantomeno tuttE. Lui lo sa e quindi cerca di calmare questa mia foga nel cercargli una donna. :-)
La serata, ieri, procede. Nessuno bacia nessuno, nessuno lascia da solo nessuno, stiamo tutti insieme, ci divertiamo e ovviamente le birre si prosciugano sempre troppo presto. Le chiacchiere scivolano via sempre più velocemente e, alla fine, la bella serata termina.
Torno a casa contenta, come tutte le volte che passo la serata insieme a loro, i miei amici di sempre, quelli di cui non potrei proprio fare a meno perché parte di ciò che ero e di ciò che sono diventata ora.

Mentre torno a casa, sento il knock knock del mio telefono.
E' Andre.

"Sai che potrebbe interessarmi???"

Sorrido.
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giovedì 6 novembre 2014

It's all an Eat Eat = E' tutto un magna magna.

Pensavo di essere una delle poche sfigate che in questa azienda non avesse mai avuto una promozione a livello di doblone, cash, soRdi, stipendio che dir si voglia.
E invece no. Basta aprire un attimo gli occhi e mi accorgo che, cazzo, siamo in tantissimi!
Dopo quattro anni passati a farci il culo su un progetto che alla fine funziona e funziona grazie a noi, nessuno … ripeto … NESSUNO è riuscito ad ottenere una gratificazione in senso monetario che potesse in qualche modo farci dire: “Cazzo, almeno ne è valsa la pena dopo tutto 'sto sbattimento!”.
Ho detto nessuno? Ho detto una cazzata.
Perché in realtà, come del resto the Italian Business docet, qualcuno ci è anche riuscito ad ottenere dei grandi riconoscimenti non solo sul conto corrente, ma anche gerarchicamente. Ma indovinate un po’? Sono sempre i soliti (IG)noti! Sapete, quelli che già prima guadagnavano l’impossibile, con auto pagata, benzina pagata, sti cazzi pagato, e adesso hanno anche chi gli fa il bidet e gli ruga il caffè. Non mi stupirei se avessero anche in regalo il pacchetto “Massaggio con Happy Ending” incluso nel contratto.
Alla faccia della crisi, chi ne ha più bisogno (e diciamocela tutto se lo merita) rimane con le tasche vuote e tanta, … ma tanta, …. tantissima delusione.
Io ho la fortuna di essere giovane. Mi hanno dato un lavoro che mi permette di avere più visibilità (nonostante il lavoro sia triplicato aggratis). Posso provare a continuare ad avere la speranza che un giorno forse anche a me verrà riconosciuto qualcosa.
Ma poi mi guardo in giro e vedo tante facce che un tempo avevano la mia stessa speranza e che sono state messe da parte senza nemmeno un grazie e inizio a credere che la speranza non porti da nessuna parte, che la vita è dura e che non bisogna mai aspettarsi niente da nessuno ma limitarsi ad apprezzare ciò che si ha e tenerselo stretto.
Tutte robe banalissime che pure la nonna ci diceva quando eravamo piccoli, ma vi prego di perdonare la banalità di questa frase a fronte di ciò che sto per dirvi.
Per me è tutto vero quello che ci dicevamo le nostre nonne.
Ieri sera sono uscita dal lavoro amareggiata per la tensione e la delusione e la mancanza di gratificazione generale che si respirava in azienza tanto che ho spento anche la radio perché nemmeno La Pina e Diego riuscivano a consolarmi.
Poi arrivo a casa di mia sorella … “Zizzi!!!”, sento chiamarmi. Mi giro e vedo arrivarmi tra le braccia una cuccioletta con mezzo moccolo al naso che zampetta indossando le infradito con le calze.

E, ve lo giuro su Dio, ho dimenticato tutto.

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